 |
|
|
case history
|
Contrada Giraffa
|
|
Archivio di Stato
|
|
Gucci Palaz. Saporiti
|
|
|
|
|
|
case history
|
 |
 |
 |
| Vista prospettica
del locale |
Visualizzazione fotorealistica |
Immagine del progetto
realizzato |
|
Il progetto di illuminazione
dello show-room di Milano della ditta Gucci è stato sviluppato
dalla CINI&NILS nel 1999 e ha avuto come oggetto alcune sale del
Palazzo Saporiti di Corso Venezia, nel centro storico della città
di Milano.
L’edificio, disegnato in età napoleonica da Giovanni Perego,
giovane scenografo della Scala, fa parte del patrimonio artistico nazionale
e rappresenta uno dei tesori architettonici della città. Costruito
in stile neoclassico, presenta sulla facciata un loggiato a colonne
sormontato dalla balaustra del terrazzo che corona l’intero edificio.
Al primo piano, sede della ditta Gucci, gli interni sono composti da
stanze regolari affrescate nelle tonalità dell’ocra e dell’azzurro,
con soffitti a padiglione.
Il rispetto delle valenze architettoniche e culturali
degli ambienti e la volontà di creare uno spazio ampiamente fruibile
dalla clientela sono stati le linee guida per una progettazione che
doveva assicurare dei buoni livelli di illuminamento sia sui piani di
vendita sia sul soffitto e sulle pareti completamente affrescati.
|
 |
 |
Si
doveva, in definitiva, trovare il modo di mediare tra l’esigenza
di illuminare un ambiente che resta comunque di lavoro e la necessità di
valorizzare gli splendidi affreschi di soffitto e pareti, intervenendo
nel modo più limitato possibile sulle strutture architettoniche.
Un altro parametro da tenersi sotto stretto controllo era quello di assicurare
la massima fedeltà cromatica sia alle decorazioni architettoniche sia
alle collezioni in esposizione. Per questo la scelta progettuale è caduta
su delle sorgenti ad alogeni pilotate da dimmer: abbassando la tensione di
alimantazione di un venti per cento la temperatura di colore delle lampade
si porta verso zone a cromaticità più calda (Figura 2). In questo
modo si è cercato di ridare agli ambienti un po’ dell’atmosfera
di quell’epoca (fine XVIII secolo).
La riduzione del 20% della tensione di alimentazione,
inoltre, permette di allungare in modo sensibile la vita della lampada,
secondo il grafico riportato in Figura 3
Si è infine cercata una soluzione ottimale
per assicurare la massima percettibilità degli ambienti, scegliendo
una sorgente di dimensioni minime ma di bassa luminanza, al fine di
evitare problemi di mascheramento di zone affrescate sul soffitto,
dovute all’ingombro fisico degli apparecchi di illuminazione;
ciò assicura nel contempo una corretta visione dell’ambiente
anche nelle zone del campo visivo prossime alle sorgenti, grazie anche
agli alti livelli di illuminamento sia orizzontale che verticale.
L’unica soluzione possibile, che tenesse conto di tutti questi fattori, é il
sistema Tenso con apparecchi di illuminazione TensoGradi opalescente da 300W,
nel quale l’esilità della struttura portante si sposa con l’esigenza
illuminotecnica in un connubio di efficacia e discrezione. |
| Figura 1: Palazzo Saporiti,
Corso Venezia (Milano) |
Figura 2: temperatura di colore
delle lampade ad alogeni in funzione della tensione |
| |

Figura 3: variazione delle caratteristiche delle lampade a filamento
al variare della tensione di alimentazione |
| |
|
|
| |
Il
sistema “Tenso”
Il sistema Tenso, una invenzione di Cini&Nils, ora imitata da molti, è composto
da una coppia di cavi di acciaio tesi fra due attacchi su parete o soffitto,
portanti le linee elettriche a tensione di rete (230V) che possono alimentare
apparecchi illuminanti fino a 5000W da suddividere con due accensioni indipendenti.
E’ conforme alle norme europee di sicurezza EN-60598-1 e omologato IMQ
e VDE.
Tenso permette di illuminare locali anche di grandi dimensioni con minimi impatti
visivi, ambienti con soffitti alti o con coperture vetrate o scure, ed in ogni
caso laddove non sia possibile prevedere istallazioni a soffitto a causa di
affreschi, stucchi, cassettoni, volte, evitando l’uso di canaline o linee
incassate.
Il sistema è adattissimo in casi come quello in esame, dove le esigenze
di visibilità architettoniche siano prevalenti a problematiche energetiche
e dovunque sia richiesta la coesistenza di illuminazione generale e d’accento
su una sola linea, in sintesi una struttura versatile per dare qualità all’ambiente.
|
 |
 |
L’apparecchio di illuminazione
TensoGradi opalescente
L’apparecchio TensoGradi opalescente (Figura 4) è catalogato secondo
le norme CIE per illuminazione semi-indiretta, e può alimentare lampade
alogene fino ad una potenza massima di 300W con rendimenti che superano l’82%.
La lampada è particolarmente indicata per ambienti con soffitti alti,
quando é necessario ottenere buoni livelli di uniformità di illuminazione
tra pareti e piani di lavoro, come è possibile riscontrare dalle curve
fotometriche riportate in Figura 5 |
| Figura
4: l'apparecchio TensoGRADI opalescente |
Figura 5: fotometria
dell'apparecchio newTensoGradi opalescente (cd/klm) |
|
| |
|
|
 |
 |
I
risultati del calcolo
I calcoli illuminotecnici per l’intero progetto sono stati eseguiti con
il programma Let There Be Light su una stazione grafica Macintosh.
ll modello di calcolo, come riportato in Figura 6, ha seguito fedelmente la
geometria degli ambienti, sia dal punto di vista topologico che dal punto di
vista cromatico.
Sono quindi stati inseriti dei piani virtuali di verifica per esaminare i risultati
sia sugli espositori orizzontali (vedi Figura 7) che su quelli verticali: su
entrambi sono stati controllati gli illuminamenti perpendicolari Io.
Sugli
espositori verticali si sono controllati anche gli illuminamenti paralleli
dall’alto Iv,
per controllare la percettibilità di oggetti esposti o posati
sui ripiani (vedi Figura 8): i rapporti Io/Iv sono
risultati puntualmente corretti (scostamenti inferiori al 50%), e questo
assicura una corretta visione dei capi esposti da parte dei fruitori.
Figura 9: Isolux per illuminamenti perpendicolari (nero) e paralleli
dall’alto
(rosso) sulle pareti degli espositori
Una analisi approfondita è stata
condotta per le volte a padiglione.
È stato, infatti, adottato il criterio dell’illuminazione ed anche
della conservazione delle opere d’arte proponendo una distribuzione uniforme
della luce al fine di apprezzare le opere nel contesto dell’ambiente in
cui sono state collocate (vedi Figura 9 - Figura 10).
|
| Figura 6: la modellazione
degli ambienti |
Figura 7: risultati del calcolo
(ray-tracing in radiosità) |
| |
|
 |
 |
| Figura
8: isolux per illuminamenti perpendicolari (nero) e paralleli dall'alto
(rosso) sulle pareti degli espositori |
|
 |
 |
| Figura 9: illuminazione sulla volta principale
(lux) |
Figura 10: le sale illuminate con il sistema Tenso |
| |
L’irradiazione uniforme delle opere,
senza variazioni troppo repentine, evita infatti i pericolosi gradienti
di energia tra le zone troppo e poco illuminate, limita al massimo i
moti convettivi negli ambienti e, di conseguenza, il trasporto di polvere
e di inquinanti, che sono tra le principali cause di deterioramento.
Il sistema di illuminazione Tenso proposto è dotato di speciali
vetri che, filtrando completamente gli U.V. e limitando gli I.R., consentono
di ridurre notevolmente i pericoli di efflorescenze e subflorescenze,
rendono meno aggressive le radiazioni nei confronti dei materiali organici
ed, in particolare, dei pigmenti dei colori vegetali, causano minime
interferenze con i cicli termoigrometrici sulle superfici delle opere
e sugli strati di aria ad esse adiacenti.
Conclusioni
Lo show room di Gucci a Milano è stato illuminato con il sistema
Tenso della Cini&Nils. La scelta è scaturita dall’esigenza
di ‘toccare’ il meno possibile i soffitti e le pareti affrescate,
assicurando elevati livelli di illuminazione generale e di uniformità.
Per questo sono stati installati degli apparecchi alogeni TensoGradi
opalescente, classificato come apparecchio a luce semi-indiretta con
rendimento dell’83%. |
| |
 |
|
|
 |